E' Lluis Miñarro il protagonista di ABCinema del 15* Genova Film Festival
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Minarro_web_01LLUIS MIÑARRO, UN PRODUTTORE-AUTORE
Il Robin Hood del Cinema Indipendente.

Mi interessa il cinema dal punto di vista della sua concezione come arte. Mi interessa il cinema che può muovere la coscienza, che può essere uno strumento di contrasto, di critica nella visione delle cose. Mi interessa un cinema che sia in qualche modo uno strumento di conoscenza dell’animo umano. O anche un cinema che promuova “semplicemente” un ideale di bellezza, di estetica, senza creare elementi di discussione.” Lluis Miñarro


Quest’anno il Genova Film Festival dedica la sua sezione ABCinema al produttore spagnolo Lluis Miñarro.
Produttore, regista, editore, critico cinematografico, membro della European Film Academy, della Accademia Spagnola delle Arti e delle Scienze Cinematografiche, ma soprattutto cinefilo, amante del cinema in continuo movimento e senza limiti, questo è Lluis Miñarro (Barcellona, 1949), il principale produttore spagnolo “indi” e figura di spicco nel panorama cinematografico europeo.

Miñarro inizia la sua attività nel mercato della pubblicità, lavorando per agenzie multinazionali come McCann-Ericsson, J. Walter Thompson e Saatchi&Saatchi, poi per la sua casa di produzione Eddie Saeta. Ma fin dall’inizio la sua idea era generare profitti sufficienti per poter produrre cinema: non un cinema qualunque, bensì un cinema d’autore, artistico, in una parola rischioso. Adesso, dopo quasi vent’anni, può affermare che la produzione cinematografica è il settore principale d’attività della sua compagnia produttrice.
La passione per il cinema di  Miñarro nasce negli anni bui della dittatura di Franco, quando fondava cineclub in Spagna (Arts, Mirador), ma anche oltre i Pirenei vicino a Perpignan dove arrivavano i film da Parigi senza censura franchista. Nel 1989 la passione di Lluis Miñarro si concretizza nella nascita della casa di produzione Eddie Saeta con cui ha prodotto 26 film in poco piú di 15 anni, la maggior parte dei quali hanno rappresentato la Spagna nei principali festival internazionali, da Cannes a Venezia, passando per Berlino, Locarno Minarro_web_02(nel 2009 è stato anche membro della giuria del festival), New York, Parigi, San Sebastian, Toronto e tanti altri. Nel 2010 il film Loong Boonmee raleuk chat (Lo zio Boonmee che si ricorda delle sue vite precedenti) del regista thailandese Apichatpong Weerasethakul da lui coprodotto vinse la Palma d’Oro a Cannes, quarant’anni dopo l’ultima vittoria spagnola sulla croisette, niente meno che Viridiana di Luis Buñuel.
Negli ultimi anni “Miñarro Presenta” è diventato un marchio di fabbrica, sinonimo di produzioni all’insegna della ricerca di un cinema puro, sperimentale, a volte duro ma sempre senza concessioni al mainstream.
Se devo spendere energie in un progetto artistico che spesso (almeno in Europa) sembra non interessare a nessuno, allora preferisco dedicarle ad un progetto estremo, radicale, che sempre avrà una doppia vita, nell’ambito di festival, retrospettive, rassegne”. Ha dichiarato Minarro nel corso di un’intervista per il catalogo del prossimo Genova Film Festival realizzata da Emanuele Varone.
Ai film prodotti da Miñarro sono state dedicate rassegne in tutto il mondo: Parigi, Montevideo, Tangeri, Pechino, San Sebastian, Valencia, Barcellona. In questi giorni la prestigiosa Cineteca Spagnola sta celebrando a Madrid una rassegna di film da lui prodotti. La retrospettiva a lui dedicata durante il prossimo Genova Film Festival sarà la prima in Italia.
Nel suo “portfolio” di registi figurano nomi di esordienti al loro secondo/terzo film accanto a realizzatori affermati come il maestro del cinema portoghese Manoel de Oliveira (Singularidades de uma Rapariga Loura - Singolarità di una Ragazza Bionda, O Estranho Caso de Angélica - Lo Strano Caso di Angelica), passando per José Luis Guerin (En la ciudad de Sylvia - Nella Città di Silvia), Albert Serra (Honor de cavallería - Onor di Cavalleria, El cant dels ocells - Il Canto degli Uccelli) o lo stesso Apitchapong.
Nel 2008 e 2009 Miñarro ha anche prodotto e girato due film come regista, Familystrip e Blow Horn, due intense storie personali raccontate in forma di documentario. Familystrip, ritratto di famiglia dell’autore, in bilico tra vicende personali e storiche della Barcellona del Novecento, sarà presentato, insieme ad altri da lui prodotti, al Genova Film Festival.
manoel_oliveira_y_Luis_miarro_webLa cosa principale nella scelta di un progetto di cinema non è la sceneggiatura” ha dichiarato Miñarro nell’intervista: per lui produrre un film è come intraprendere un viaggio in cui i compagni di avventura sono l’elemento essenziale. Il feeling che si instaura con il regista è tanto importante quanto la potenza che soggiace all’idea presentata nel progetto da produrre. Ecco perché è possibile rintracciare una sorta di matrice primordiale comune, quasi un imprinting, nella totalità dei titoli da lui prodotti: un percorso a più voci, passando per temi di natura opposta ed autori di provenienza assai differente, per nazionalità o formazione, o per stile. In questo risiede la parte di autorialità del produttore, che sa credere sin dagli albori in un progetto e crea i presupposti ideali affinché la vocazione artistica dell’autore possa avere libero campo d’espressione e realizzazione. Miñarro ha prodotto film di fiction così come documentari, ma molti di essi si situano in un territorio di frontiera. Tra di essi alcuni titoli che saranno presentati al Genova Film Festival: El Somni (Il sogno) di Christophe Farnarier, sui sentieri delle ultime transumanze in Catalogna; Hollywood Talkies, di Oscar Perez e Mia de Ribot, storie di attori spagnoli emigrati negli Stati Uniti nei primi anni del cinema ispano-parlante hollywoodiano; Fuente Alamo, la caricia del tiempo (Fuente Alamo, La Carezza del Tempo), di Pablo Garcia, ritratto rurale di un piccolo paese della Spagna attraverso la “vita recitata” di una giornata tipo dei suoi abitanti. 
In tempi in cui produrre film è sempre più difficile, l’attività di Miñarro rappresenta un’isola felice, e un esempio di coraggio e intraprendenza: mediante il suo apporto trovano sbocco e realizzazione storie e progetti che altrimenti avrebbero la loro strada inesorabilmente sbarrata, in fondo alla pila di sceneggiature di una delle tante scrivanie.
Attualmente tre film da lui prodotti sono in fase di presentazione nel circuito dei grandi festival internazionali: El Muerto y Ser Feliz (Morto ed Essere Felice) di Javier Rebollo, La Lapidazione di Santo Stefano di Pere Vila, e un film ad episodi girato interamente in Mozambico, Kanimambo, di Adam Aliaga, Carla Subirana y Abdelatif Hwidar.
Il viaggio continua, per farci sorprendere dalle prossime tappe, dai prossimi orizzonti, dai prossimi mondi che Miñarro presenterà.
 

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